«
09
Nov

Seghezzi (Sil) all'Eco: 'Librai a rischio estinzione'





«Lorenzelli, Tarantola, i grandi librai di Bergamo, veri pontremolesi»: è Alessandro Seghezzi, presidente del Sil, il Sindacato italiano librai, storico presidente dei librai di Confersercenti Bergamo, a ricostruire la storia dei grandi librai di Bergamo.
«I pontremolesi, sì, i più grandi librai d'Europa, erano arrivati anche qui alla fine degli anni Cinquanta. Lorenzelli e Tarantola – racconta come in una storia d'altri tempi vista dall'era dell'e-book –. I pontremolesi, nell'Alta Lunigiana, erano i librai ambulanti. Partivano con i carretti per vendere libri in ogni dove e poi tornavano a Pontremoli fin dai tempi del Medioevo. Negli anni dell'Inquisizione, si munivano di gerle e portavano i libri al di qua e al di là della Repubblica di Venezia, salvandoli dall'Indice. Poi, nell'ultima parte dell'Ottocento, con i lavori della ferrovia Parma - La Spezia, i librai ambulanti tornarono in Lunigiana e avviarono un fiorente commercio librario. Questo fenomeno si ampliò e assunse dimensioni importanti nel corso dell'Ottocento, sviluppandosi soprattutto nel nord d'Italia, e anche all'estero, in Francia, Spagna e in Centro e Sud America. Il Premio Bancarella é nato dalla grande tradizione dei librai pontremolesi. È così che hanno fatto scuola in tutta Italia. E sono giunti anche a Bergamo».

L'età dell'oro negli anni Sessanta
I nomi sono noti, la famosa libreria Lorenzelli proprio sul viale Papa Giovanni XXIII, e la libreria dei Tarantola, in via Broseta, erano tra le sei librerie della città. Con La Buona Stampa, la libreria Rossi, la libreria Conti di via XX Settembre e la libreria Arnoldi. «Negli anni Sessanta poi arrivò anche mio padre – continua Seghezzi che solo pochi anni fa ha chiuso i battenti della libreria di viale Papa Giovanni insieme al fratello Gianfranco –: erano gli anni della libreria La Bancarella, della Rinascita che oggi è il Caffè Letterario, e poi della libreria Gulliver (oggi Palomar in via Mai) e di Bimbo legge Bimbo gioca, ma ne dimentico di sicuro qualcuna».
«Fino a otto anni fa le librerie che partecipavano alla Fiera del Libro sul Sentierone erano ben 19 – ricorda –: l'ultimo anno erano sei. Sto parlando di librai. In generale in città le librerie sono una trentina, ma comprendono per esempio anche le cartolibrerie, le librerie giuridiche e di settore, quelle universitarie».
Fino a pochi anni fa era un fiorire di librerie, alimentate anche dal mercato della scolastica, poi un lento declino: otto anni fa la chiusura di Lorenzelli, poi dei Tarantola sei anni fa. «Noi abbiamo chiuso tre anni fa – racconta sempre Seghezzi –: le ragioni della chiusura per tutti furono sempre le stesse. Da una parte la mancanza di un ricambio generazionale e poi gli affitti in centro sempre cari. Cambiare però spazi si è dimostrata una mossa distruttiva». L'ultimo grande assente, se non ci saranno colpi di scena, sarà la libreria Rossi.

Da 500 a 130 librai in 20 anni
Vent'anni fa erano 500 i librai della provincia di Bergamo, ora sono 130 se si contano però anche quelli che abbinano la vendita di volumi ad altre attività commerciali. «Sono sopravvissute le librerie di settore, ma anche quelle che hanno saputo rinnovarsi con la cartoleria o un'offerta più varia come il Caffè letterario e la libreria Terzo mondo di Seriate – riflette Seghezzi –. Inoltre sono nate le librerie delle case editrici e di gruppi di case editrici. E poi c'è tutto il mercato online fino a poco tempo fa anche incoraggiato da possibilità di sconti differenti dai nostri punti vendita per legge. Una legge finalmente messa da parte. Un passo in avanti verso la tutela dei più piccoli. Chissà che prima o poi non si segua l'esempio francese dove si sostengono i piccoli librai."

(da L'Eco di Bergamo)
blog comments powered by Disqus