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08
Nov

Progetto 'Lavoro e psiche'

Progetto 'Lavoro e psiche'




Il progetto "Lavoro e Psiche"; si propone di favorire l’integrazione lavorativa di persone con disturbi psichici che siano state considerate dai competenti servizi psichiatrici idonee ad intraprendere l’attività lavorativa, spesso dopo un percorso riabilitativo e di rimotivazione personale.
Si tratta di 42 persone della provincia di Bergamo, uomini e donne che presentano età, formazione e competenze professionali diverse, alcuni dei quali hanno già avuto in precedenza esperienze di lavoro anche di lunga durata. La loro malattia non pregiudica la possibilità di prestare attività lavorativa in qualsiasi azienda, sia pure con le necessarie attenzioni legate al loro stato psichico.
In alcuni casi la persona è in possesso di una certificazione di invalidità ai sensi della legge 68/99, in altri non ne è in possesso.
Il progetto prevede forme di sostegno all’inserimento lavorativo dei soggetti di cui si occupa; in particolare garantisce all’azienda ospitante la presenza di un operatore qualificato in grado di valutare le potenzialità lavorative di ogni persona coinvolta e di pianificare con l’azienda le forme più efficaci di avviamento al lavoro. L’operatore, denominato “coach”, assicura:

  • Consulenza in merito alle più adeguate tipologie di inquadramento contrattuale;
  • Affiancamento al lavoratore per un inserimento al lavoro personalizzato nel rispetto delle esigenze aziendali e produttive;
  • Reperibilità e intervento tempestivi in caso di necessità;
  • Collegamenti stabili con l’équipe curante del Centro Psico-Sociale competente.

L’azienda disponibile ad effettuare l’inserimento lavorativo approfondisce preventivamente con il coordinatore del progetto ed i “coach” le concrete condizioni e competenze professionali del lavoratore da inserire, in modo tale da individuare le migliori modalità di avvio del progetto, sia per l’azienda sia per il lavoratore svantaggiato.
L’andamento dell’inserimento lavorativo verrà periodicamente verificato tra l’azienda, che identificherà un proprio referente aziendale, ed il “coach” responsabile, al fine di prevenire o superare eventuali problematiche laddove si manifestassero.
L’avviamento al lavoro può avvenire in diversi modi, secondo le competenze del lavoratore e le possibilità dell’azienda:

  1. Attraverso l’avvio di un tirocinio formativo e di orientamento, della durata orientativa tra i 3 e gli 8 mesi prorogabili, durante il quale viene effettuata un’ulteriore osservazione “in situazione” delle capacità lavorative della persona inserita e l’azienda valuta la corrispondenza tra le proprie esigenze produttive e le risorse professionali del lavoratore. Con la forma del tirocinio tutti gli oneri retributivi e assicurativi sono a carico del progetto “Lavoro e Psiche”.
  2. Attraverso l’assunzione a tempo determinato o indeterminato della persona (anche a seguito dell’osservazione effettuata con il tirocinio precedente). In questi casi, se il lavoratore è in possesso della certificazione di invalidità ai sensi della legge 68/99, l’azienda adempie agli obblighi di legge in merito al collocamento obbligatorio qualora se fosse soggetta. Resta in ogni caso la presenza del “coach” come riferimento per il lavoratore e per l’azienda. Nel caso di assunzione è inoltre possibile stipulare un accordo di collaborazione che prevede forme di remunerazione dell’attività formativa e di addestramento svolta da un lavoratore dell’azienda verso la persona inserita al fine di fornirgli tutti gli elementi di conoscenza necessari.
  3. L’azienda può inoltre valutare l’adozione di forme di convenzionamento ai sensi della legge 68/99, art. 11 e 12 o del D.Lgs. 276/03, art. 14 al fine di affidare commesse di lavoro a cooperative sociali che si impegnino ad assumere il lavoratore con disturbi psichici ed adempiere in questo modo all’inserimento lavorativo della persona interessata.

In ognuno dei casi precedenti viene redatta una convenzione tra l’azienda e i soggetti promotori del progetto.
Il progetto “Lavoro e Psiche”, attivato e sostenuto dalla Fondazione Cariplo, è promosso nella provincia di Bergamo da una rete di enti tra i quali l’ASL (ente capofila), la Provincia di Bergamo, le tre Aziende Ospedaliere provinciali, il Sindacato, le Associazioni dei familiari, Confcooperative Bergamo.

Per informazioni rivolgersi a:

Pierfrancesco Tironi  -  cell. 366-5265349 
pierfrancesco.tironi@lavoroepsiche.it

Raffaele Casamenti – cell. 348-5805877 
raffaelecasamenti@aeper.it

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