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Premiati 50 alberghi bergamaschi. "Ma per restare competitivi bisogna fare di più"
Ben 50 alberghi bergamaschi hanno ricevuto l'attestato di Hotel di qualità 2012 - 2013. Segno che il settore ricettivo della nostra provincia è molto cresciuto, grazie a un impegno della categoria volto a far crescere i livelli di accoglienza e di comfort.
Non va però dimenticato che negli ultimi anni hanno chiuso una decina di aziende: le zone più colpite dalla crisi sono la Bassa bergamasca e le valli.
Asshotel - Confesercenti è convinta che una delle strade da proseguire sia una maggiore collaborazione tra gli imprenditori: soltanto con il mantenimento di certi livelli di qualità le imprese del nostro settore potranno sopravvivere e rimanere competitive in questo mercato sempre più globale e quindi con un numero di competitors sempre più elevato.
"La ricetta secondo noi - spiega Mauro Freschi, presidente provinciale Asshotel - è instaurare una forte relazione tra le strutture ricettive, le associazioni che le rappresentano e tutti gli attori della filiera turistica. Solo tramite questa si potranno mettere in pratica politiche di riduzione dei costi aziendali di ogni attività, per esempio gruppi d’acquisto, ed anche una maggiore collaborazione diretta tra le strutture. A questo va aggiunto il continuo miglioramento delle strutture tramite piccoli investimenti sui processi aziendali".
Oltre allo sforzo di Confesercenti per il servizio di temporary manager, che continuerà nel 2012, e l’impegno economico elargito in questi ultimi anni dagli albergatori stessi, bisognerà trovare altre fonti di finanziamento tramite istituti di credito che credono nel settore. Un albergo deve poter usufruire, inoltre, di tassi agevolati e finanziamenti a fondo perduto creati e sviluppati sia a livello provinciale che regionale e nazionale.
"Gli enti locali devono impegnarsi maggiormente - continua Freschi - per dare un ruolo di primaria importanza all’economia turistica che deve diventare sempre di più uno dei fattori trainanti dell’economia nazionale e della nostra Provincia non solo a parole, ma anche con i fatti".
Solo attuando queste politiche mirate e concrete si potrà evitare il collasso della categoria, salvaguardando soprattutto le piccole e medie strutture a carattere familiare. Ricordiamo che queste sono tuttora la maggior parte delle imprese ricettive presenti nel panorama provinciale.






