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20
Gen

No alle liberalizzazioni, l'Anci al fianco dei commercianti





La liberalizzazione degli orari e delle aperture degli esercizi commerciali preoccupa anche i Comuni. L'Anci lombarda, l'associazione che riunisce le amministrazioni locali, ha preso a cuore il problema e lunedì prossimo, durante l'assemblea del Cal (conferenza autonomie locali) proporrà di chiedere alla Regione Lombardia di impugnare il provvedimento davanti alla Corte Costituzionale.

I Comuni da tempo chiedono al governo misure per rilanciare la crescita e l’economia - ha spiegato il presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana - ma riteniamo che la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali debba portare innanzitutto vantaggio ai cittadini in termini di servizi, sicurezza e vivibilità delle città. Temiamo che questo provvedimento possa da una parte presentare problemi di sicurezza e pregiudicare la quiete pubblica, e dall’altro possa determinare la chiusura degli esercizi di vicinato e la conseguente desertificazione dei quartieri”.

Soprattutto, i Comuni non sono disposti a rinunciare alla loro funzione di governo del territorio e degli orari della città e di chi vi lavora - continua Fontana - orari che rispondono a esigenze diverse da quartiere a quartiere e da Comune a Comune, e che non possono essere regolate dall’alto”.

Pasquale De Sena, presidente del dipartimento commercio di Anci Lombardia, aggiunge: “Non c’è dubbio che il mondo sia cambiato, e così anche gli orari di lavoro e le esigenze dei cittadini in termini di apertura degli esercizi, però occorre fare attenzione: la concorrenza selvaggia sugli orari favorisce la grande distribuzione che può applicare economie di scala, oppure chi si permette di reclutare forza lavoro a basso costo e magari con modalità non sempre cristalline. Penalizza invece il commerciante di quartiere o di paese, che spesso rappresenta un punto di riferimento per la popolazione. Senza contare il disturbo della quiete pubblica da parte di esercizi potenzialmente aperti tutta la notte, problema che come sindaci abbiamo affrontato a più riprese negli scorsi anni ma che rischia di riaprirsi”.

Chiederemo alla Regione di adoperarsi in tutti i modi per riaprire un confronto con il governo su questo tema, e chiederemo che si rispetti la competenza dei sindaci sulla programmazione del territorio della città e dei suoi orari – conclude De Sena -  questo si può riflettere in un rilancio forte del piano degli orari, progetto che giudichiamo molto positivo, ma che insieme a un altro progetto importante come quello dei distretti del commercio, rischia di essere svuotato di ogni significato da questa norma”.

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