L'assessore Magoni: "Valli e negozi storici sono i nostri tesori"

L'assessore Magoni: "Valli e negozi storici sono i nostri tesori"

Bergamo e le sue valli hanno grandi potenzialità, soprattutto in questo momento storico in cui i turisti amano riscoprire la bellezza dei luoghi vicini. Accanto alle mete note c’è tutto il resto, un insieme di piccoli scrigni, legati a cultura, tradizione ma anche ai prodotti locali”. La bergamasca Lara Magoni, assessore lombardo al Turismo, marketing territoriale e moda, mette l’accento sulla necessità di valorizzare i tesori nascosti della nostra provincia. “Negli ultimi anni il turismo è cambiato, da assessore lo vedo come grande opportunità per il territorio. Vale quanto sta accadendo nello shopping: tutti attratti dal centro commerciale, ma poi si finisce per riscoprire le emozioni del piccolo negozio”. Il riferimento non è casuale, perché anche il piccolo commercio e le piccole produzioni locali vantano un potenziale turistico notevole, per certi versi ancora da esplorare. “La forza delle nostre botteghe è saper proporre prodotti che non trovi su Internet con un semplice clic. Il turista oggi cerca il sapore tipico, quello che solo la tradizione può regalare. I negozi storici sono una grande risorsa per la Lombardia: Confesercenti si sta impegnando insieme a noi per valorizzarli”.
Lara Magoni insiste sul concetto del “piccolo è bello”. “Ci sono davvero tanti piccoli angoli da apprezzare. In dieci mesi ho viaggiato in tutta la regione incontrando tutti gli attori in gioco, stakeholders e amministratori locali. Ho compreso la necessità di promuovere con un marketing mirato la bellezza dei nostri piccoli borghi, per aiutarli a rilanciarsi. Passatemi il paragone sportivo: nella nostra squadra abbiamo il campione, che è la città di Bergamo, ma attorno ci sono tanti elementi di valore da far conoscere. Occorre anche sfruttare meglio il potenziale di Orio. Da lì devono partire opportunità per le valli e la pianura. Penso ad esempio a degli “shuttle” che portino i turisti direttamente nelle nostre località. Ancora troppo pochi dei 10 milioni in arrivo si fermano sul nostro territorio. Serve una promozione all’estero prima che decollino. Quando vado a Londra dico che da noi c’è tutto, e gli inglesi si entusiasmano. Bergamo non deve essere solo un punto di atterraggio ma anche di presenza. Tenendo presente, ripeto, che non c’è solo Città Alta. Non ci si può fermare solo al paesaggio cartolina ma occorre saper vedere tutto ciò che c’è attorno”.
Anche la natura, l’assessore ne è convinta, è una grande risorsa da esaltare. “Penso alle nostre magnifiche piste ciclabili. Percorrendole si può vivere un’esperienza a 360 gradi. Le nostre valli ad esempio sono un museo a cielo aperto. Se tu percorri la pista ciclabile ti imbatti in un bosco, oppure in una piccola chiesa dove è bello fermarsi e trovare un momento di pace nel mezzo di un mondo abituato a correre. Credo che la chiave sia proprio questa: un turismo sempre più slow e legato alle emozioni”.
Anche le manifestazioni sono strumenti di scoperta del territorio. “Sì, perché esprimono il genius loci, l’essenza di un luogo, soprattutto se legate alle sue eccellenze. Prendiamo Gandino: prima lo conoscevano tutti per il tessile, ora è famoso per il mais spinato. Ma il discorso vale anche per i mercatini di Natale, che attirano sempre più persone”.
E’ però necessario, sottolinea l’assessore, pensare al plurale. “Occorre far squadra, non si può più pensare che ognuno vada per conto suo. Se organizzo un evento in un paese, è probabile che il turista vada a visitare anche quello vicino. Dunque i campanilismi non hanno più senso. Bisogna fare rete e lavorare in squadra, proporre il nostro territorio in modo unitario. Il bando “Viaggio in Lombardia”, che ho fortemente voluto, va in questa direzione: i piccoli comuni sono spinti ad aggregarsi per ottenere dalla Regione le risorse finalizzate alla promozione turistica. L’unione fa la forza, i bergamaschi lo hanno capito: c’è molto da fare, ma credo che siamo sulla strada giusta”.

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