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Nov

Bergamo Futuro. L'evoluzione digitale del territorio





La tecnologia dell'informazione riveste una funzione sempre più importante nell'economia globale e occupa ormai un ruolo centrale anche nella nostra vita quotidiana. Per la Bergamasca gli strumenti digitali rappresentano uno straordinario mezzo di sviluppo, non ancora pienamente sfruttati. In termini strategici, soprattutto in tempi di crisi, l'innovazione può rivelarsi un volano in grado di favorire una nuova fase di crescita.

Per riflettere su queste opportunità Assonet Confesercenti, l'associazione che dal 2001 è il punto di riferimento per gli operatori di un settore che conta più di duemila aziende e oltre diecimila occupati, ha organizzato il convegno “Bergamo Futuro – L'evoluzione digitale del territorio”.

L'incontro è servito a delineare il quadro del comparto informatico orobico e a fare il punto sull'estensione della banda larga nella nostra provincia, individuando le grandi potenzialità offerte dalle “autostrade digitali”.


Trend positivo e ritardo strutturale

Le aziende informatiche orobiche erano 99 nel 1981. Sono diventate 682 nel '91, 1859 nel 2001. Nel 2011 la Camera di Commercio ne ha contate 2219, a dimostrazione di un trend positivo e costante. Ma alla crescita del settore non corrisponde un adeguamento infrastrutturale altrettanto rapido.

“Resta ancora molto da fare per garantire a tutto il territorio e alle sue imprese la possibilità di usufruire di una connettività ad alte prestazioni e costi bassi – spiega Giovanni Bonati, presidente Assonet – In Europa in questi anni hanno fatto passi da gigante, noi ci siamo mossi in ritardo e con lentezza. Bisogna colmare in fretta il gap accumulato, anche per non farsi trovare impreparati all'appuntamento dell'Expo 2015. Serve una rivoluzione digitale anche nel settore pubblico: basti pensare che il 25% delle nostre amministrazioni locali non ha mai utilizzato la tecnologia dell'informazione nelle pratiche quotidiane. Serve un salto di qualità: per non restare indietro è necessario avere la forza e la capacità di guardare avanti”.

Basta leggere qualche dato per rendersi conto del ritardo in cui versa il nostro Paese. Oggi solo il 53% delle famiglie italiane è collegata a Internet. La coperturtura della banda larga è arrivata al 92% del territorio nazionale nel 2010, ma nel resto d'Europa supera il 97% ( in alcuni casi il 99%).

Il collegamento alla banda larga è passato dal 12% del 2001  al 39% di oggi, ma la Francia è al 57%, la Germania al 65%, la Svizzera all'80%. Le connessioni veloci (oltre i 5 Mb) in Italia sono meno del 25%, l'Olanda arriva invece al 68%. La velocità media di download in banda larga è arrivata al 4,1 Mb/s , ma anche qui siamo indietro: l'Olanda arriva a 9 Mb/sec, la Svizzera a 8,1. Impietoso il confronto con quanto accade nelle nazioni asiatiche emergenti: in Corea del Sud il download viaggia a una velocità di 15Mb/s.

Il “gap” bergamasco e le proposte di Confesercenti

Anche il territorio bergamasco soffre di questi ritardi. Secondo una stima Assonet, l'estensione della banda larga in modo capillare porterebbe a un aumento di circa 2 miliardi di euro del pil orobico. “Per questo Confesercenti vuole rilanciare con forza il tema della connessione veloce – spiega il presidente Giorgio Ambrosioni - ed è disposta a definire le modalità di un’attiva collaborazione e di una partecipazione diretta alla gestione della banda larga, fermo restando che l’infrastruttura di base rimanga di proprietà pubblica”.

Da un'analisi realizzata nel 2010 da Assonet è emersa la forte potenzialità di proposte che non siano basate solo sulla fornitura della semplice connessione, ma piuttosto su progetti integrati. In altre parole non basta portare solo la “strada” digitale, ma anche una serie di servizi.

“Non basta allacciare un cavo al municipio – prosegue Ambrosioni - occorre favorire le condizioni per la gestione cooperativa tra le amministrazioni, la gestione documentale, la connessione tra cittadini e amministrazione. Ma è necessario anche lo sfruttamento di soluzioni a distanza e la possibilità di usufruire di infrastrutture e software in affitto. Tutti strumenti che permettono grandi risparmi nelle moderne architetture dei sistemi sia per i collegamenti privati che per quelli professionali, sia per le aziende che per le amministrazioni locali. La strada da seguire è questa e la Bergamasca deve seguirla con determinazione”.

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